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Come si fa la domanda per il bonus psicologico

La domanda per ottenere il bonus deve esser presentata all’Inps, loggandosi sul sito www.inps.it tramite Spid, Cie o Cns oppure tramite il contact center dell’istituto.

Se si sceglie la richiesta online, un volta sul sito dell'Inps, occorre andare nella sezione “Prestazioni e servizi”, poi scegliere “Servizi” e cercare la voce “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”: per trovarla è sufficiente impostare la ricerca per "ordine alfabetico" selezionando la lettera "P" (è l'ultima delle voci disponibili). Cliccando su questa voce, verrà chiesta la login tramite identità digitale (Spid, Cie o Cns). Una voltra entrati nella propria scheda bisogna cliccare su “Contributo sessioni psicoterapia” per poter presentare la domanda.

In alternativa al web, si può presentare la domanda anche via telefono (tramite contact center): si può telefonare da rete fissa gratuitamente al numero verde 803.164 o da rete mobile al numero 06.164164 (i costi in questo caso variano in base al proprio gestore).

Psicologo, psicoterapeuta supporto online

Fare una terapia con Psicologo Online.

La consulenza psicologica e la psicoterapia online sono sempre più diffuse e rivolgersi a professionisti che lavorano cogliendo anche le potenzialità di internet è una scelta di un sempre maggior numero di pazienti.

La popolarità di questa opportunità è molto aumentata nel corso degli ultimi dieci anni. All’inizio l’unica possibilità efficace di interazione online era offerta quasi unicamente da Skype, mentre oggi il numero di piattaforme disponibili si è moltiplicato (Whatsapp, Facetime, etc.), rendendo davvero molto più semplice effettuare consulti e sedute online con uno psicologo. Tuttavia, ancora oggi un discreto numero di persone prova timore o diffidenza verso la consulenza psicologica online e, a dire il vero, anche un certo numero di colleghi fa fatica ad includere l’online tra le modalità disponibili per raggiungere professionalmente un maggior numero di persone.

Uno psicologo online garantisce la massima privacy, comfort (accessibile da casa), e garanzia di continuità / costanza grazie alla facilità di accesso al consulto. Il tutto mantenendo l’efficacia della terapia.


Ma la psicoterapia online è soltanto una moda del momento o può effettivamente funzionare?

I vantaggi della psicoterapia online

In un’era digitalizzata come la nostra, è senz’altro utile e benefico che le tecnologie accorrano in soccorso delle persone che attraversano un disagio e soffrono.


Ad esempio, da diverso tempo si cerca di applicare le tecnologie di interazione a distanza nelle cure mediche – la cosiddetta telemedicina – con risultati eccellenti sia in termini di efficacia che di efficienza, soprattutto nei paesi culturalmente più evoluti e tecnologicamente più avanzati. In questo caso, nessuno o quasi mette in dubbio le opportunità che internet offre nel campo della cura. Allo stesso modo, software o social network come Skype, Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger e tutte le applicazioni simili che permettono di chiamare e videochiamare senza costi, in modo semplice e immediato, in qualsiasi parte del mondo, possono effettivamente essere messe a servizio della psicoterapia, senza alcun tipo di rischio e senza che venga meno l’efficacia dell’intervento terapeutico.

Empatia o contagio?

Secondo un recente studio tedesco lo stress è contagioso. Alcuni ricercatori dell'Università di Leipzig e di Dresda hanno studiato il comportamento di più di 200 coppie. In ciascuna coppia, uno dei due era posto in una situazione stressante. Doveva, per esempio, mettersi nella pelle di un candidato che sostiene un colloquio di lavoro di fronte a una commissione di esaminatori, mentre il suo partner si limitava ad osservare la scena.
I binomi erano formati sia da coppie di persone legate da una relazione sia da persone che non si conoscevano. L'osservatore poteva vedere la scena attraverso uno specchio ad una via oppure su uno schermo video.
Come si poteva attendere, la reazione del testimone è più intensa quando questi è legato da una relazione con la persona sottoposta a esame. In questo caso il 40% dei testimoni prova lo stesso stress del compagno, mentre solo il 10% prova stress quando non conosce la persona sottoposta ad esame. Per ciò che riguarda il modo di osservazione, l'effetto era più forte quando l'osservatore si trovava dietro allo specchio, tuttavia anche il 24% delle persone che guardavano la scena sullo schermo provavano stress. Che cosa si può concludere da questo studio? Dipende dal livello di ottimismo o di pessimismo. Nel primo caso si è portati a concludere che un numero consistente di persone sono capaci di empatia nei confronti dell'altro, persino quando lo osservano su uno schermo televisivo. I pessimisti si interrogano invece sul contagio dello stress e sui suoi possibili effetti a lungo termine soprattutto in lavoratori come medici, infermieri, poliziotti, vigili del fuoco, ecc. e che dire dei bambini che vivono con genitori stressati, o più semplicemente dei telespettatori assidui dei telegiornai?