Visualizzazione post con etichetta psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Mostra tutti i post

Come si fa la domanda per il bonus psicologico

La domanda per ottenere il bonus deve esser presentata all’Inps, loggandosi sul sito www.inps.it tramite Spid, Cie o Cns oppure tramite il contact center dell’istituto.

Se si sceglie la richiesta online, un volta sul sito dell'Inps, occorre andare nella sezione “Prestazioni e servizi”, poi scegliere “Servizi” e cercare la voce “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”: per trovarla è sufficiente impostare la ricerca per "ordine alfabetico" selezionando la lettera "P" (è l'ultima delle voci disponibili). Cliccando su questa voce, verrà chiesta la login tramite identità digitale (Spid, Cie o Cns). Una voltra entrati nella propria scheda bisogna cliccare su “Contributo sessioni psicoterapia” per poter presentare la domanda.

In alternativa al web, si può presentare la domanda anche via telefono (tramite contact center): si può telefonare da rete fissa gratuitamente al numero verde 803.164 o da rete mobile al numero 06.164164 (i costi in questo caso variano in base al proprio gestore).

Come si ottiene il bonus psicologico

Quando si presenta la domanda, in base al codice fiscale, viene riconosciuta la regione di residenza e l’Inps comunica al richiedente se sia presente una DSU (dichiarazione sostitutiva unica) ai fini ISEE in corso di validità o se sia necessario presentarla. Infatti, solo con una DSU valida è possibile finalizzare la domanda per il bonus psicologo.

Sulla base delle domande pervenute l’Inps redigerà le graduatorie divise per ogni regione: le domande verranno accolte fino ad esaurimento delle risorse disponibili nel territorio di riferimento. C’è quindi il rischio di andare verso l’ennesimo click day perché se le risorse non fossero sufficienti per tutti l’Inps privilegerà le domande arrivate per prime e chi ha un Isee più basso.

Sarà sempre l’Istituto di previdenza a comunicare ai beneficiari l'accoglimento della domanda e il codice univoco con la cifra assegnata che diventa una sorta di borsellino virtuale cui attingere per pagare le sedute di psicoterapia. Il beneficiario ha 6 mesi di tempo per usare il bonus psicologo, al termine di questo periodo la parte non utilizzata ritorna nel totale delle risorse disponibili e viene riassegnata in base alle graduatorie stilate dall’Inps.

Come si spende il bonus psicologo

Per poter utilizzare il bonus bisogna rivolgersi ai professionisti accreditati presso la piattaforma Inps. Una volta individuato lo psicologo di riferimento il beneficiario deve comunicargli il proprio codice univoco in modo che il professionista, sempre tramite la piattaforma dell’Inps, possa verificare la copertura del costo della propria prestazione (nel limite dei 50 euro) e indicarne l’ammontare inserendo la data della seduta concordata con il paziente. L’Inps comunica al beneficiario i dati della prenotazione, che può essere disdetta in qualunque momento.

Una volta erogata la prestazione, il professionista deve emettere fattura intestata al cliente indicando insieme all’anagrafica di quest’ultimo il codice univoco che lo stesso gli ha comunicato. Tutti questi dati devono esser riportati nella piattaforma dell’Inps, che comunicherà al beneficiario l'importo del bonus utilizzato e la quota residua. Sarà l’Inps a rimborsare il professionista.

Psicologo, psicoterapeuta supporto online

Fare una terapia con Psicologo Online.

La consulenza psicologica e la psicoterapia online sono sempre più diffuse e rivolgersi a professionisti che lavorano cogliendo anche le potenzialità di internet è una scelta di un sempre maggior numero di pazienti.

La popolarità di questa opportunità è molto aumentata nel corso degli ultimi dieci anni. All’inizio l’unica possibilità efficace di interazione online era offerta quasi unicamente da Skype, mentre oggi il numero di piattaforme disponibili si è moltiplicato (Whatsapp, Facetime, etc.), rendendo davvero molto più semplice effettuare consulti e sedute online con uno psicologo. Tuttavia, ancora oggi un discreto numero di persone prova timore o diffidenza verso la consulenza psicologica online e, a dire il vero, anche un certo numero di colleghi fa fatica ad includere l’online tra le modalità disponibili per raggiungere professionalmente un maggior numero di persone.

Uno psicologo online garantisce la massima privacy, comfort (accessibile da casa), e garanzia di continuità / costanza grazie alla facilità di accesso al consulto. Il tutto mantenendo l’efficacia della terapia.


Ma la psicoterapia online è soltanto una moda del momento o può effettivamente funzionare?

I vantaggi della psicoterapia online

In un’era digitalizzata come la nostra, è senz’altro utile e benefico che le tecnologie accorrano in soccorso delle persone che attraversano un disagio e soffrono.


Ad esempio, da diverso tempo si cerca di applicare le tecnologie di interazione a distanza nelle cure mediche – la cosiddetta telemedicina – con risultati eccellenti sia in termini di efficacia che di efficienza, soprattutto nei paesi culturalmente più evoluti e tecnologicamente più avanzati. In questo caso, nessuno o quasi mette in dubbio le opportunità che internet offre nel campo della cura. Allo stesso modo, software o social network come Skype, Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger e tutte le applicazioni simili che permettono di chiamare e videochiamare senza costi, in modo semplice e immediato, in qualsiasi parte del mondo, possono effettivamente essere messe a servizio della psicoterapia, senza alcun tipo di rischio e senza che venga meno l’efficacia dell’intervento terapeutico.

Psicofarmaci – Indicazioni

Gli psicoterapeuti cognitivo-comportamentali sono spesso favorevoli all’uso integrato di psicofarmaci e psicoterapia. Per quanto si cerchi di fare a meno delle medicine, ove possibile, in alcuni casi può essere necessario ottenere una parziale riduzione dei sintomi mediante psicofarmaci prima di impostare una psicoterapia efficace; in altri, soprattutto nei casi più gravi, è consigliabile mantenere affiancate le due forme di terapia, quella farmacologica e psicoterapica, dal momento che la ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato la migliore efficacia dei due trattamenti associati.
Si farà un breve cenno alle classi di psicofarmaci usate con maggior frequenza. I nomi commerciali riportati sono solo esempi dal momento che esistono molti altri prodotti con efficacia paragonabile. Cliccando su ognuna della classi farmacologiche è possibile avere delle informazioni aggiuntive.


Esistono infine molti psicofarmaci che non abbiamo citato per motivi di semplicità, come non abbiamo considerato farmaci usati in altre branche mediche ma utili in alcuni casi psichiatrici (ad es. ormoni tiroidei o beta bloccanti).

Sonniferi: Roipnol, Halcion, Dalmadorm, Felison, Minias, Stilnox, Nottem, Sonata, Farganesse, Nenia, Normison, Flunox, Valdorm

L’insonnia è un problema che affligge circa 12 milioni di italiani, ovvero il 15-20% della popolazione. Questa percentuale raggiunge il 40% se consideriamo le persone con più di 65 anni.
Gravi e persistenti difficoltà a prendere sonno o la presenza di un sonno disturbato da prolungati risvegli notturni, sono spesso seguiti da stanchezza diurna, irritabilità, difficoltà a svolgere il proprio lavoro ed in generale provocano un peggioramento della qualità della vita.
Il miglior modo di affrontare e superare l’insonnia e ricorrere ai programmi non farmacologici di tipo cognitivo comportamentale (clicca qui per informazioni).
Moltissime persone, invece, ricorrono ai cosiddetti sonniferi, farmaci ipnoinducenti che facilitano l’addormentamento.
I farmaci più usati, esattamente come per scopo ansiolitico, sono le benzodiazepine. Esistono poi alcuni derivati benzodiazepinici (Dalmadorm, Felison, Halcion, Minias, Roipnol, ecc.) e altri farmaci che, pur avendo composizione diversa dalle benzodiazepine, hanno un effetto sedativo (Nottem, Stilnox, Buspar, ecc.). Largo uso viene fatto anche di prodotti “naturali”, quali la Valeriana, il Sedatol, ecc.
Non è da sottovalutare il fatto che questi farmaci provocano, come ogni sostanza psicoattiva, dipendenza fisica e psicologica, assuefazione ( = bisogno di aumentare la dose per sentirne gli effetti) e crisi di astinenza.
A meno che non intervengano gravi effetti collaterali che rendano necessaria una brusca interruzione del trattamento, la sospensione di una terapia con tali farmaci deve essere graduale (il tempo necessario per chi volesse sospendere il trattamento è da calcolare assieme ad un medico che valuti con attenzione le modalità di riduzione del farmaco).
Infatti una brusca sospensione può provocare ansia, insonnia, irritabilità, nausea, cefalea, palpitazioni, tremori, sudorazione, meno frequentemente dolori muscolari, vomito, intolleranza alle luci e ai suoni e, raramente, convulsioni e una serie di disturbi contrastanti quali: eccitazione, tristezza, delirio, allucinazioni, difficoltà a pensare e ad esprimere le proprie emozioni.

Farmaci come quali Roipnol, Halcion, Dalmadorm, Felison, Minias, Stilnox, Nottem, Sonata, Farganesse, Nenia, Normison, Flunox, Valdorm, o similari, devono quindi essere usati con molta cautela, per tempi molto brevi e sotto controllo medico-specialistico. Purtroppo i medici di medicina generale tendono a prescriverli con molta facilità, ma come descritto sopra gli effetti di assuefazione e dipendenza sono tutt’altro che da prendere alla leggera.