La valeriana, un valido prodotto naturale con dimostrata efficacia sedativa e ipnoinducente
L’iperico, valido sostituto degli psicofarmaci nei casi di depressione lieve o moderata
Gli altri antidepressivi, con azione noradrenergica e non solo. Cymbalta, Efexor, Xeristar, Zarelis, Faxine, Valdoxan, Tymanax, Remeron, Trittico, Davedax
Antidepressivi SSRI: Seropram, Elopram, Cipralex, Entact, Zoloft, Daparox, Eutimil, Seroxat, Prozac, Fevarin, Dumirox
- Paroxetina: Daparox, Dapagut, Dropaxin, Eutimil, Sereupin, Seroxat, Stiliden
- Sertralina: Zoloft, Tatig, Tralisen
- Citalopram: Seropram, Elopram, Felipram, Frimaind, Feliximir, Frimaind, Kaidor, Marpram, Percitale, Return, Ricap, Sintopram, Verisan
- Escitalopram: Cipralex, Entact
- Fluoxetina: Prozac, Fluoxeren, Azur, Clexiclor, Cloriflox, Diesan, Flotina, Ipsumor, Xeredien
- Fluvoxamina: Dumirox, Fevarin, Maveral
- Dapoxetina: Priligy
Antidepressivi triciclici (anafranil, laroxyl, trittico, tofranil, surmontil, dominans)
- ritenzione urinaria, anche in assenza d’ ipertrofia prostatica;
- secchezza delle fauci;
- disturbi visivi lievi specie dell’ accomodazione;
- stitichezza;
- tachicardia;
- ipotensione ortostatica;
- tremori a fini scosse agli arti superiori;
- sensazione di calore e iperidrosi;
- difetto dell’ attenzione e difficoltà di concentrazione;
- ritardo dell’eiaculazione a bassi dosaggi, impotenza coeundi e calo della libido ad alte dosi.
- cardiopatie con particolare attenzione per le turbe del ritmo;
- glaucoma ad angolo chiuso;
- ipertrofia prostatica.
Ansiolitici (benzodiazepine): Xanax, Lexotan, Tavor, En, Ansiolin, Rivotril, Aprazolam, Lorazepam, Diazepam
Sonniferi: Roipnol, Halcion, Dalmadorm, Felison, Minias, Stilnox, Nottem, Sonata, Farganesse, Nenia, Normison, Flunox, Valdorm
I Fiori di Bach, un rimedio naturale senza efficacia sperimentalmente dimostrata
L'insostenibile pesantezza del lavoro
Basta un mese e il disagio si cronicizza. Ne soffre il 7% dei lavoratori.
Comunicato stampa del CNOP: "Rischio per la salute affidarsi agli abusivi"
Il fatto che la professione di psicologo sia stata esplicitamente ricompresa tra le professioni sanitarie rende la sanità italiana al passo con l'evoluzione dei tempi. Ma, proprio come per i medici, la tutela del cittadino deve avvenire attraverso la garanzia fornita dal valore pubblicistico delle professioni ordinistiche. Bisogna diffidare -ricorda ancora il Consiglio Nazionale degli Psicologi- di certe figure non normate (a titolo esemplificativo "counselors" nelle varie discipline, "consulenti filosofici", "pedagogisti clinici", "armonizzatori" e altre analoghe figure pseudo-psicologiche autoaccreditatesi) che cercano di esercitare, de facto, anche quelle che sono funzioni professionali tipiche dello psicologo e afferenti ai contenuti e metodi della formazione scientifico-professionale psicologica. Pertanto tali figure, non qualificate e non abilitate alla professione di psicologo, possono essere denunciate e perseguite legalmente per esercizio abusivo di professione sanitaria.
Ufficio stampa del CNOP
DSA e Difficoltà di Apprendimento: oltre la legge 170/2010
La Sindrome di Adattamento all'Abuso
Il Gaslighting - una violenza subdola e sottile
Il disturbo depressivo
La depressione può consistere di un episodio grave (disturbo depressivo maggiore) o può accompagnare la vita dell’individuo in maniera più sottile per la maggior parte del tempo e durare degli anni (disturbo distimico).
La frequenza degli episodi depressivi nelle donne è doppia rispetto agli uomini (ma nei giovani non c’è differenza rispetto al sesso). Sia la depressione maggiore sia la distimia tendono a presentare una familiarità. La depressione non sembra correlarsi all’etnia, all’istruzione, al reddito o allo stato civile.
La depressione può iniziare a qualsiasi età. Un episodio depressivo non trattato in genere dura sei mesi od oltre. Dopo il primo episodio depressivo, molte persone tornano alla normalità e non ci ricadono più. Ciononostante, una proporzione significativa di coloro che hanno avuto un episodio depressivo non ritorna alla normalità. La loro depressione diviene invece cronica, portandoli alla distimia o a episodi depressivi ricorrenti (o anche a entrambi).
Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV, American Psychiatric Association, 1994), i sintomi della depressione sono i seguenti. Una persona depressa, probabilmente si ritroverà in molti di questi sintomi (ma non necessariamente in tutti).
- Umore depresso: significa che per la maggior parte del tempo si sente giù, triste, vuoto, scoraggiato. Potrebbe piangere molto o non riuscire a piangere. Altro sintomo comune è un senso di irritabilità, questo capita specialmente ai bambini e agli adolescenti depressi.
- Perdita di interessi: una perdita di interesse e piacere nella vita, così che ora l’individuo si deve costringere a svolgere cose che prima gli piacevano.
- Cambiamenti nell’appetito: il quadro più tipico è la perdita di appetito. A volte, però, le persone mangiano di più quando sono depresse: usano il cibo come una fonte di conforto o come un modo per riempire il vuoto che avvertono.
- Disturbi del sonno: dorme molto di meno o molto più di prima.
- Agitazione o rallentamento psicomotorio: il corpo, la mente, il modo di parlare vanno o troppo veloci o troppo lenti. La persona potrebbe essere agitata, non riuscire a trovare pace, oppure rallentata.
- Perdita di energia: la persona si sente stanca, esaurita, affaticata. Anche piccoli compiti possono apparire esorbitanti.
- Sentimenti di mancanza di valore o sensi di colpa: l’autostima è bassa.
- Difficoltà nel pensare: la capacità di pensare, di concentrarsi, di prendere decisioni può diminuire.
- Ideazione suicidaria: l’individuo si sente disperato. Può avere idee ricorrenti sul fatto che non vale la pena vivere o che sarebbe meglio se fosse morto.
Tra i disturbi mentali che spesso si accompagnano alla depressione ci sono l’abuso di sostanze, i disturbi d’ansia, i disturbi alimentari, i disturbi di personalità e i disturbi da deficit dell’attenzione.
Le ricerche hanno dimostrato che la terapia cognitiva-comportamentale è anche più efficace delle altre terapie, comprese le terapie farmacologiche. La terapia cognitiva-comportamentale è particolarmente efficace a lungo termine, in quanto fornisce ai pazienti delle strategie che possono poi continuare a essere utilizzate anche dopo la fine della terapia. Una terapia esclusivamente farmacologica, invece, presenta un alto rischio di ricadute dal momento in cui si sospende l’assunzione degli psicofarmaci.