TRADIRE: una MOSSA PERICOLOSA per la COPPIA
Bullismo! Lascia segni indelebili?
"Mi ritiro" La sindrome degli hikikomori
• ritiro completo dalla società per più di 6 mesi;
• presenza di rifiuto scolastico e/o lavorativo;
• o altre patologie psichiatriche rilevanti al momento di insorgenza della sindrome da hikikomori.
Tra i soggetti con ritiro o perdita di interesse per la scuola o il lavoro sono esclusi i soggetti che continuano a mantenere relazioni sociali. Negli hikikomori l’interesse per attività lavorative o accademiche, ricreative e sociali è estremamente basso, se non totalmente assente. Le relazioni sociali sono spesso limitate alle interazioni con i familiari più stretti (Lavenia, 2012). La reclusione sociale, accompagnata dalla mancanza di responsabilità e di compiti da assolvere, porta spesso a una grave alterazione del ritmo sonnoveglia. La propria abitazione viene lasciata, a seconda dei casi, per brevi irruzioni nei supermercati, per fare veloci provviste di cibo e riviste, spesso nelle ore notturne. Nei casi più gravi, l’hikikomori non lascia la sua stanza né per lavarsi né per nutrirsi. Dal punto di vista psicologico, tale condizione è caratterizzata da una spiccata perdita di speranza in sé stessi e nel mondo, che porta questi soggetti a un progressivo disinvestimento nel proprio presente e futuro. La durata del periodo di isolamento può variare da pochi mesi a diversi anni, a seconda dei casi. Sebbene i sintomi compaiano nella maggior parte dei casi fra la tarda adolescenza e l’inizio dell’età adulta, il fenomeno può interessare anche soggetti più giovani. Viene stimato che la sindrome colpisca oltre 500000 giovani giapponesi (Tajan et al., 2017). Nonostante per diversi anni il fenomeno fosse diffuso e conosciuto solo in Giappone, la ricerca ha evidenziato la presenza di casi clinici anche in altri Paesi asiatici, in alcuni Paesi europei, in Australia, Canada e Stati Uniti.
Relazioni online - DIPENDENZA DA INTERNET
È PIÙ FACILE TENERE IN VITA E NASCOSTE RELAZIONI ADULTERE VIRTUALI RISPETTO A QUELLE REALI, IL CHE RAPPRESENTA UN INEDITO MODO DI TRADIRE
UN LUOGO IN PIÙ
L'amore ai tempi di internet, una moda d'oltreoceano
NEGLI STATI UNITI IL LIVELLO DI SODDISFAZIONE DELLE COPPIE NATE ONLINE RISULTA SUPERIORE A QUELLO DELLE COPPIE TRADIZIONALI, E MINORE IL TASSO DI DIVORZI
VANTAGGI E RISCHI DELL’INCONTRO ONLINE
L'AMORE AI TEMPI DI INTERNET - Coppia e vita virtuale
Fonte: psicologia contemporanea.
Il cellulare: un'estensione di sé
- il telefono è diventato "un'estensione di se stessi", al punto che è possibile parlare di un "sé connesso" o "iSelf";
- le persone che soffrono di no mobile phobia hanno l'impressione di aver perso una parte di sé, il che "può avere un impatto negativo sulle loro performance mentali".
Empatia o contagio?
Psicofarmaci – Indicazioni
- Gli ansiolitici, i cosiddetti tranquillanti (es. Ansiolin, Valium, Xanax, Lexotan, Tavor, ecc.).
- I sonniferi e ipno-inducenti (es. Dalmadorm, Felison, Roipnol, Halcion, Minias, Stilnox, ecc.).
- I tradizionali antidepressivi triciclici (es. Anafranil, Tofranil, Surmontil, ecc.).
- Gli antidepressivi non triciclici, i cosiddetti SSRI (es. Prozac, Zoloft, Sereupin, Seropram, Seroxat, ecc.).
- Gli altri antidepressivi, con azione noradrenergica e non solo (es. efexor, cymbalta, xeristar, remeron, davedax, ecc.).
- Gli stabilizzanti dell’umore (es. Carbolithium, Depakin, Tegretol, Neurontin, Rivotril, ecc).
- I neurolettici tradizionali (es. Haldol, Serenase, Largactil, Melleril, Nozinan, ecc.).
- I neurolettici atipici di nuova generazione (es. Risperdal, Zyprexa, Belivon, Seroquel, Leponex, ecc.).
- L’iperico, valido sostituto degli psicofarmaci nei casi di depressione lieve o moderata.
- La valeriana, un valido prodotto naturale con dimostrata efficacia sedativa e ipnoinducente.
- I Fiori di Bach, un rimedio naturale a nostro parere non indicato e senza efficacia sperimentalmente dimostrata.
Panoramica sugli Psicofarmaci
- ansiolitici;
- antidepressivi;
- antipsicotici;
- stabilizzanti dell'umore.
SAPER ASCOLTARE!
Più empatici e recettivi: l'ascolto educativo
Saper ascoltare.
Si dice che gli adulti debbano ascoltare i bambini e i ragazzi. Sembra facile ma non lo è. C'è infatti un modo superficiale di ascolto che non è sufficiente e che a volte porta fuori strada.
Gli impedimenti ad un buon ascolto.
Quali sono i motivi che ostacolano un buon ascolto degli adulti nei confronti dei bambini, dei figli o degli alunni? Possono essere di diverso genere: pratici, dipendenti dallo stile di vita, o psicologici, collegati alle caratteristiche individuali, alle attese e alle convinzioni personali. I motivi pratici sono in gran parte collegati ai ritmi di vita degli adulti, agli impegni di lavoro, agli spostamenti, al traffico. Siccome andiamo di fretta, tendiamo a semplificare, a interrompere e a interromperci.
Parliamo a telefono con persone non presenti e abbiamo poco tempo per ascoltare chi abbiamo di fronte. Seguiamo i nostri tempi che sono diversi da quelli dei bambini, i quali, per poter comunicare, hanno bisogno di tempi più rilassati, di sentire che c'è una reale disponibilità all'ascolto. Tant'è che a volte, quando sentono che questa disponibilità non c'è, che l'adulto ha sempre la mente altrove, smettono di chiedere e a volte anche di parlare. Molti mutismi dei figli, nell'infanzia come nell'adolescenza, sono dovuti alla sensazione che sia inutile parlare.
Altri fattori che interferiscono con un buon ascolto riguardano le problematiche psicologiche degli adulti, meno evidenti della fretta e della distrazione ma non meno importanti.
Modi in cui si può svalutare la conversazione di un bambino, ma non solo:
- non rispondendo alle sue domande;
- banalizzando ciò che dice o prendendolo in giro per errori e inesattezze;
- distorcendo il significato di ciò che dice;
- sviando il discorso oppure prendendo alla lettera le sue parole senza "leggere" invece ciò che si nasconde dietro alle parole e senza tener conto del momento e del contesto in cui vengono pronunciate;
- interrompendolo di frequente;
- rispondendo al posto suo senza lasciargli il tempo di farlo (il messaggio implicito è "non sai", "non sei capace", "potresti dire una sciocchezza").
Riferimenti bibliografici: Oliverio Ferraris A. (psicologa e psicoterapeuta, autrice di numerosi saggi), letture varie.
I neurolettici atipici di nuova generazione. Zyprexa, risperdal, abilify, belivon, seroquel, leponex, clozapina, quetiapina
Clozapina (Leponex)
Olanzapina (Zyprexa, Arkolamyl)
Risperidone (Risperdal, Belivon)
Quetiapina (Seroquel)
Aripiprazolo (Abilify)
I neurolettici tradizionali. Serenase, haldol, largactil, aloperidolo, clorpromazina, entumin, talofen, orap, levopraid
- parkinsonismo;
- distonia acuta o crisi neurodislettica;
- discinesia tardiva;
- rabbit syndrome: caratterizzata da tremore periorale;
- acatisia: rende difficile o impossibile il mantenimento di una posizione di riposo;
- stipsi;
- ritenzione urinaria;
- eiaculazione ritardata;
- aumento della pressione intraoculare;
- amenorrea, galattorrea, ginecomastia;
- riduzione della libido;
- aumento di peso;
- turbe del ritmo cardiaco;
- ipotensione ortostatica.
